Il nostro personaggio di oggi: Simone Mele

"Lo scemo del villaggio"

Lo scemo del villaggio

il nostro personaggio di oggi è il mitico ed istrionico Simone Mele, un comico oramai entrato di diritto nella storia della nostra cittá ed in quella del Salento. La sua comicità è sottile, mai volgare e spesso a carattere sociale: la sua satira, mai banale, tocca la politica locale, nazionale ed internazionale in modo imparziale e talvolta è uno strumento per evidenziare i problemi della provincia leccese “con diplomazia”.

Autore di libri, come “L’ozio è il padre dei vizi lo zio è il padre dei cugini”, una raccolta di giochi di parole e di freddure che ha venduto migliaia di copie, e “Lo scemo del villaggio“, da cui è poi derivato lo pseudonimo del suo personaggio comico. Attendiamo con ansia il suo prossimo libro, in primavera, della collana calembour.

“La definizione di scrittore mi imbarazza non poco ed è per questo che amo chiamarmi “il sottoscrittore” una definizione che letta in un modo (sotto-scittore) mi qualifica con umiltà come una sottospecie di imbrattacarte e in un altra (sottoscritto-Re) da una meritata dimensione aristocratica al mio ego ipertrofico.”

Ha all’attivo numerosi sketch con cui ha felicemente colonizzato Youtube e molte comparse sull’emittente locale “Telerama” con il “TG Satirico” e su Telenorba come inviato per inchieste giornalistiche.

Il suo stile è nato dal culto per mostri sacri della comicità italiana ed internazionale: da Benny Hill a Verdone, da Proietti a Montesano, Pozzetto e Celentano.

Lo avrete visto sul corso di Lecce, nelle giornate più miti, ma a volte anche nei torridi giorni d’agosto, seduto dietro al suo banchetto ed intento a vendere i suoi capolavori letterari. Ha sempre un sorriso ed una battuta per tutti coloro che passano lí davanti e riesce a conquistare la simpatia dei turisti italiani e stranieri con la disinvoltura e lo spirito che lo contraddistinguono.

Di seguito riportiamo il suo modo di presentarsi nel suo blog:

“Sono Simone Mele e faccio il comico di professione da solo tre anni.
In realtà ho sempre praticato la comicità ma nella modalità “indoor”, come battutista della comitiva e in famiglia come animatore di noiosissimi pranzi domenicali.

I miei amici, esasperati, una sera di tre anni fa hanno scritto la parola fine a questa meravigliosa carriera,  esortandomi energicamente ad ampliare il mio pubblico:
“Ci hai rotto i coglioni con le tue battute, sono trent’anni che ci torturi”, hanno sentenziato.

Simone Mele in arte comico nasce così, da un amichevole invito a farla finita

Le avventure del comico Simone Mele

Simone Mele alle prese con l’editoria

Dopo un pellegrinaggio infruttuoso per case editrici che mi chiedevano soldi in cambio della pubblicazione, ho deciso di diventare l’editore di me stesso pubblicando, ad un anno di distanza l’uno con l’altro, due libercoli con le mie esiziali battute.

Le prime opere d’arte nate non dal tormento dell’animo dell’artista ma dal tormento degli amici dell’artista.
L’ozio è il padre dei vizi, lo zìo è il padre dei cugini e Lo scemo del villaggio sono i titoli dei due “capolavori”, per lo sconforto del mondo letterario un terzo libro della collana è in fase di gestazione, mentre un altro, questa volta di racconti, scalpita per essere pubblicato.
Il numero considerevole di copie spacciate è frutto di un’innovativa formula di vendita: ho allestito un banchetto per strada e sono solito minacciare ritorsioni a chiunque non acquisti almeno uno dei miei due libri.

Il mio banchetto e i due volumi da street literature, hanno solleticato la curiosità di giornali radio e televisioni dandomi finalmente la possibilità di incidere la parola comico sulla targa affissa fuori al portone di casa.

Simone Mele e il mondo della TV

Non contento nel 2015 inizia il mio flirt con il dorato mondo della televisione.
“Regalo” a Telerama (rete locale salentina) un centinaio di sketch che diventano una striscia comica quotidiana dal titolo: L’Ozìo è il padre dei vizi, finanziati con la formula del product placement e prodotti con il generoso aiuto di Francesca Maruccia (cameraman), Emanuele Augieri (montatore) e di una ciurmaglia di amici riciclati come attori.

Alcuni sketch sono visibili sul mio canale YouTube.
Nel 2016, ripresa l’attività in strada dedicata alla folkloristica vendita del mio libro al famigerato banchetto, vengo convocato dall’emittente regionale Telenorba, che dopo un accurato test intellettivo decide di scommettere sul sottoscritto.

Nei panni del mio alter ego Lo scemo del villaggio divento l’inviato dal Salento della trasmissione
Luciano l’amaro quotidiano, condotta da Fabio e Mingo ex inviati di Striscia la notizia.
Porto in dote una trentina di servizi e nonostante il mio “giornalismo d’assalto” rischio di essere
picchiato solo in un’occasione.

Nel 2017 l’emittente amplia il mio raggio d’azione, scegliendomi come inviato per la trasmissione Buon Pomeriggio, un contenitore pomeridiano condotto da Michele Cucuzza (ex volto noto della RAI).
Da quel momento lo scemo del villaggio, spazia dai villaggi della provincia Lecce e Brindisi alle Regioni Molise e Basilicata, con il ruolo di inviato nell’ambito di inchieste locali: discariche abusive, opere pubbliche incompiute, sprechi delle amministrazioni, piccoli e grandi soprusi segnalati dal pubblico.

La visibilità televisiva mi regala molte soddisfazioni e qualche privilegio, mia madre dopo la vergogna iniziale incomincia ad uscire di nuovo da casa e la segretaria della piscina mi fa entrare a sbafo un paio di volte.

L’unica spiegazione che mi sono dato al fatto che una emittente televisiva affermata possa scommettere su uno che si fa chiamare “lo scemo del villaggio” inserendolo anche nell’organico è che ci sia una quota obbligatoria per legge, come per le categorie protette. In fondo ogni azienda è un piccolo villaggio e non c’è villaggio senza uno scemo.

Simone Mele e la vita che verrà

Nei momenti in cui mi assale la noia produco e pubblico dei video sul mio canale YouTube e posto battute imbarazzanti sulla mia pagina Facebook che vi consiglio di visitare prima di eliminarmi dalla vostra vita.
Twitter e Instagram sono luoghi che sto esplorando con circospezione.
I luoghi dove mi sento più a mio agio sono la strada e il palco, amo il contatto con la gente, soprattutto quando tenta di linciarmi. L’esperienza preziosa e remunerativa di due anni di bancarella mi hanno convinto a gettarmi a capofitto nel mondo della stand-up comedy, un genere di comicità senza filtri e paletti nella quale anche un disadattato come me può raccontare il suo punto di vista sulla realtà e alcune storie imbarazzanti.

L’inverno scorso ho messo in scena nei locali della provincia di Lecce il mio secondo spettacolo di satira politica dal titolo “Quandu parli cu mie statte cittu” che tradotto dal dialetto leccese significa: quando parli con me stai zitto.

Comunico alla spettabile clientela che è in fase di lancio il mio nuovo spettacolo che quest’anno proverò a far girare per la Penisola con me appresso.”

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