Il Sedile di Lecce ed il Leone di San Marco

Nel nostro sangue scorre anche quello veneziano

Il Sedile di Lecce ed il Leone di San Marco: lo sapevi?

In piazza S.Oronzo (ex piazza dei Mercanti) a Lecce, si può visitare la chiesetta di San Marco, costruita nel 1543 sui resti di una chiesa più antica, dedicata a San Giorgio. In stile tardo rinascimentale, presenta un portale riccamente scolpito, con una lunetta, nella quale è rappresentato il leone alato di San Marco, stemma di Venezia, che reca tra le zampe un libro con un’epigrafe dedicata all’evangelista Marco: “Pax tibi Marce evangelista meus” (=Pace a te, Marco, mio evangelista).

La chiesetta è testimonianza degli intensi rapporti con la Serenissima e della presenza attiva e continuativa di una comunità veneta nella nostra città. Nel secolo XVI fu sindaco di Lecce il veneziano Pietro Mocenigo, famoso per aver commissionato il Sedile.

Il fondaco di Lecce, nel secolo XV, era il più importante centro di smistamento merci del Salento. Nei giorni in cui attualmente si tiene il mercato a Lecce, lunedì e venerdì, all’epoca si svolgevano fervide trattative commerciali, per le merci che transitavano attraverso i porti di Taranto e Gallipoli sullo Ionio e San Cataldo sull’Adriatico.

Fin dal periodo medioevale, Venezia esercitava un attento controllo sul Canale d’Otranto, sicché tutte le merci, comprese quelle provenienti dall’Oriente e ivi dirette, dovevano sottostare al permesso dei Veneziani, i quali avevano un compito di “polizia marittima” sulle navi, proteggendo i popoli marinari amici e osteggiando i nemici.

Mercanti e funzionari, che agivano per conto della Repubblica di Venezia, costituivano una presenza consistente e assidua nel Salento e proteggevano le nostre terre dai Turchi. I galeoni di Venezia, dalla caratteristica prua dorata, trasportavano nel Salento oggetti in rame e in ferro, mobili di lusso, specchi, tappeti, quadri, tessuti in lana e legname. Essi acquistavano dai Salentini cera, seta non lavorata, olio, vino, orzo, sale, formaggi, bestiame e ceramiche. Si contrattava in piazza a Lecce, a Nardò, a Galatina, a Gallipoli, nei porti, nei mercati e nelle fiere locali.

Il motto della Serenissima era ” prudentia et fortitudo” (= saggezza e carattere determinato).

I Salentini, peraltro, provavano una sorta di amore e odio per i Veneziani. Li consideravano forti, furbi, uomini di successo, ricchi, tenaci, puntuali, ma anche spietati, abili nel mentire ed avari.

 

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